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domenica 20 novembre 2011

MUSICOTERAPIA OGGI

domenica, 21 ottobre 2007

MUSICOTERAPIA OGGI

iride 2

Quando la musica aiuta a guarire
di Umberto Veronesi

Esiste un rapporto profondo e ancora misterioso che lega la musica alla spiritualità e al pensiero umano. Perché la musica ci può inquietare o al contrario darci pace, ci può istigare all'aggressività o predisporci all'amore? E in che modo la musica può avere effetti terapeutici e affiancarsi con successo alle terapie psichiatriche? Solo da pochi anni la scienaza, in particolare la neuroscienza, si è dedicata alla comprensione dei fenomeni correlati al fare ed ascoltare musica. [...]


La Musicoterapia è oggi un capitolo a sé nella scienza biomedica, e si caratterizza per le linee di ricerca, le pubblicazioni, le attese e i risultati. Io non amo usare il termine di medicina "alternativa" che le viene comunemente attribuito. Non vedo infatti la musicoterapia come opzione aletrnativa alla medicina cosiddetta "tradizionale"; ma piuttosto come un nuovo complemento, per arrivare, nella persona malata, là dove il farmaco o la tecnologia non ha strumenti adeguati per farlo. [...]

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LA MUSICOTERAPIA DI PITAGORA, come la racconta Giamblico, mi sembra un'intuizione ancora più miracolosa alla luce delle ultime scoperte e conferme mediche.

LA MUSICOTERAPIA DI PITAGORA

mercoledì, 26 settembre 2007


LA  MUSICOTERAPIA  DI  PITAGORA

 da La Vita Pitagorica di Giamblico



Le Nove Muse che ispirano Arion, Orfeo e Pitagora sotto gli auspici dell'Aria personificata, sorgente di tutta l'Armonia. 13° secolo, Public Library Reims
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XXXV - In quale modo per mezzo della musica e di melodie egli [ Pitagora ] educava gli uomini in momenti determinanti e quando procuravano loro particolare affanno le affezioni dell'animo; quali purificazioni dei mali dell'animo e del corpo procurava tramite la musica e in qual modo le praticava.
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XXV (110). Egli [ Pitagora ] era dell'opinione che anche la musica fornisse un notevole contributo alla salute, qualora a essa ci si dedicasse nel modo confacente. In effetti la considerava un mezzo tutt'altro che secondario di procurare la "catarsi" . Era questo il nome che dava alla cura operata per il tramite della musica. A primavera eseguiva questo esrcizio musicale: faceva sedere in mezzo un liricine, mentre tutt'intorno sedevano i cantori e così, al suono della lira, cantavano insieme dei peani che ritenevano procurassero loro gioia, armonia e ordine interiore. Ma anche in altri periodi dell'anno i pitagorici si servivano della musica come mezzo di cura.

(111). C'erano determinate melodie, composte per le passioni dell'anima - gli stati scoraggiamento e di depressione - che pensavano fossero di grandissimo giovamento. Altre erano per l'ira e l'eccitazione e ogni altra consimile perturbazione dell'animo. Inoltre esisteva una musica di genere differente, escogitata al fine di contrastare il desiderio. I pitagorici usavano anche danzare, e lo strumento di cui si servivano a questo fine era la lira, perché il suono del flauto lo consideravano violento, adatto alle feste popolari e del tutto indegno di uomini di condizione libera. Per favorire l'emendazione dell'animo usavano inoltre recitare versi scelti di Omero e di Esiodo.

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Giamblico, La Vita Pitagorica, BUR, pag. 257