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sabato 14 gennaio 2012

Il coro delle emule sfere






Risuona il Sole al modo antico
nel coro fraterno delle emule sfere
ed il percorso che gli è prescritto
adempie con passo di tuono


La Terra è ancora il centro intorno al quale girano la Luna e Mercurius, Venus e Sol e Mars e Jupiter e Saturnus. Infine il Cielo delle Stelle fisse e il Primo Mobile.
Non è più l'Universo di Goethe e nostro, ma il mondo di Oresme con i suoi colori e il brillio delle Stelle quasi fiabescamente raffigura il  poetico "coro fraterno delle emule sfere".



Goethe, Faust, I, Prologo in Cielo, Mondadori, 1980, pag 21
Oresme_Spheres_Le livre du Ciel et du Monde_Illustration of the Celestial Spheres_1377_Paris_da Wikimedia Commons

domenica 20 novembre 2011

Armonia secondo Filolao

martedì, 18 settembre 2007

Armonia
secondo Filolao di Crotone (o di Taranto?)

Escher_Cortecce concentriche_xilografia_1953


"Intorno a natura ed armonia le cose stanno così: la sostanza delle cose, che è eterna, e la natura stessa, richiedono una conoscenza divina, non umana; oltre che poi sarebbe impossibile che alcuna delle cose esistenti diventasse da noi conosciuta, se non avesse a fondamento la sostanza delle cose che formano il cosmo, cioè delle terminanti e delle interminate. Ma poiché i principii erano essenzialmente non simili fra loro né omogenei, sarebbe stato impossibile creare con essi un cosmo, se non fosse intervenuta armonia, comunque ella abbia avuto origine. E certo le cose simili e le omogenee non avrebbero avuto alcun bisogno di armonia; bensì le dissimili e le eterogenee o di serie diversa hanno bisogno di essere collegate da un tal genere di armonia, per la quale possano restare unite in cosmo."

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E' estasiante questo ragionamento che un po' si avviluppa su se stesso e si avvita in idee concentriche simili all'idea di cosmo che tenta di enucleare come da profondità abissalmente remote. Se solo una mente divina può comprendere l'essenza della natura, la mente umana può solo cogliere l'evidenza delle cose in virtù degli elementi che le rendono conoscibili. La conoscenza, quindi, è nelle cose stesse che formano il cosmo, e l'armonia, "comunque ella abbia avuto origine", è ciò che rende possibile la composizione mutevole di cose esse stesse mutevoli nel loro attuarsi.

Per assonanza ricordo Dante che a Beatrice fa dire: «Le cose tutte quante /
hanno ordine tra loro, e questo è forma / che l'universo a Dio fa simigliante». [Paradiso, I, 103-105]
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Testo da: Pitagorici. Testimonianze e frammenti, La Nuova Italia, Firenze, pagg. 203-207

sabato 19 novembre 2011

Armonia del Cosmo tra Numeri e Geometria

Armonia del Cosmo tra Numeri e Geometria





I pitagorici ritenevano che  "l'universo intero fosse armonia e numero" e che, di conseguenza, l'essenza ultima della realtà fosse la matematica. A questo proposito Aristotele dice:

"Per primi si applicarono alle matematiche e le fecero progredire, e, nutriti delle medesime, credettero che i principi di queste fossero principi di tutti gli esseri. E, poiché nelle matematiche i numeri sono per loro natura i principi primi, appunto nei numeri essi ritenevano di vedere, più che nel fuoco nella terra e nell'acqua, molte somiglianze con le cose che sono e che si generano [...]; e inoltre poiché vedevano che le note e gli accordi musicali consistevano nei numeri, e, infine, poiché tutte le altre cose, in tutta la realtà, parevano a loro che fossero ciò che è primo in tutta quanta la realtà, pensarono che gli elementi del numero fossero elementi di tutte le cose, e che tutto quanto l'universo fosse armonia e numero" [ Metafisica, A 5, 985-6 ]



msc.clas.ufl.edu/curl1491.jpg


Pitagora e i pitagorici vedevano nei numeri le proprietà e le ragioni dell'armonia dell'universo, e, come Eraclito, pensavano che gli opposti si congiungessero in un principio di armonia.

Il pitagorico Filolao descrive questo principio come "unità del molteplice e concordia del discordante".
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Immagini dal WEB: 1. ?; 2. Mathematical Sciences at the University of Florida >>>QUI<<<