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sabato 14 gennaio 2012

Il coro delle emule sfere






Risuona il Sole al modo antico
nel coro fraterno delle emule sfere
ed il percorso che gli è prescritto
adempie con passo di tuono


La Terra è ancora il centro intorno al quale girano la Luna e Mercurius, Venus e Sol e Mars e Jupiter e Saturnus. Infine il Cielo delle Stelle fisse e il Primo Mobile.
Non è più l'Universo di Goethe e nostro, ma il mondo di Oresme con i suoi colori e il brillio delle Stelle quasi fiabescamente raffigura il  poetico "coro fraterno delle emule sfere".



Goethe, Faust, I, Prologo in Cielo, Mondadori, 1980, pag 21
Oresme_Spheres_Le livre du Ciel et du Monde_Illustration of the Celestial Spheres_1377_Paris_da Wikimedia Commons

domenica 20 novembre 2011

LA MUSICOTERAPIA DI PITAGORA

mercoledì, 26 settembre 2007


LA  MUSICOTERAPIA  DI  PITAGORA

 da La Vita Pitagorica di Giamblico



Le Nove Muse che ispirano Arion, Orfeo e Pitagora sotto gli auspici dell'Aria personificata, sorgente di tutta l'Armonia. 13° secolo, Public Library Reims
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XXXV - In quale modo per mezzo della musica e di melodie egli [ Pitagora ] educava gli uomini in momenti determinanti e quando procuravano loro particolare affanno le affezioni dell'animo; quali purificazioni dei mali dell'animo e del corpo procurava tramite la musica e in qual modo le praticava.
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XXV (110). Egli [ Pitagora ] era dell'opinione che anche la musica fornisse un notevole contributo alla salute, qualora a essa ci si dedicasse nel modo confacente. In effetti la considerava un mezzo tutt'altro che secondario di procurare la "catarsi" . Era questo il nome che dava alla cura operata per il tramite della musica. A primavera eseguiva questo esrcizio musicale: faceva sedere in mezzo un liricine, mentre tutt'intorno sedevano i cantori e così, al suono della lira, cantavano insieme dei peani che ritenevano procurassero loro gioia, armonia e ordine interiore. Ma anche in altri periodi dell'anno i pitagorici si servivano della musica come mezzo di cura.

(111). C'erano determinate melodie, composte per le passioni dell'anima - gli stati scoraggiamento e di depressione - che pensavano fossero di grandissimo giovamento. Altre erano per l'ira e l'eccitazione e ogni altra consimile perturbazione dell'animo. Inoltre esisteva una musica di genere differente, escogitata al fine di contrastare il desiderio. I pitagorici usavano anche danzare, e lo strumento di cui si servivano a questo fine era la lira, perché il suono del flauto lo consideravano violento, adatto alle feste popolari e del tutto indegno di uomini di condizione libera. Per favorire l'emendazione dell'animo usavano inoltre recitare versi scelti di Omero e di Esiodo.

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Giamblico, La Vita Pitagorica, BUR, pag. 257