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domenica 20 novembre 2011

Variazioni Goldberg

domenica, 11 novembre 2007

Le Variazioni Goldberg
Il Sublime tra Musica e Matematica

Esiste una relazione fra fisica, matematica e musica? Per i pitagorici senza dubbio sì. Leibniz sosteneva che "la musica è l'esercizio matematico nascosto di una mente che calcola inconsciamente". Lorenz Christoph Mizler, un allievo di Bach,  diceva che "la musica è il suono della matematica". Qui di seguito J. S. Bach tra canoni e leggende. 

"La Società per le Scienze Musicali arrivò negli anni ad avere 19 membri, fra i quali Telemann e Haendel. Bach vi entrò nel giugno 1747: manco a dirlo, come quattordicesimo membro (anche nel 1747 il 14 compare due volte). Per l'ammissione bisognava produrre una composizione musicale di natura matematica, e presentare un ritratto: Bach prese due piccioni con una fava, presentando un ritratto che lo raffigura con lo spartito di un Canone triplo a sei voci in mano. Alla fine di ogni anno i membri della Società dovevano esibire una nuova composizione: nel 1747 Bach consegnò le Variazioni canoniche sul tema "Io scendo dalle stelle", nel 1748 l'Offerta musicale. Nel 1749 avrebbe voluto presentare l'Arte della fuga, che non riuscì a terminare per le sue condizioni di salute.
Insieme alle Variazioni Goldberg, queste opere costituiscono il suo testamento spirituale: una musica smaterializzata, costruita in base ad astratti princìpi di simmetria aritmetica e geometrica. Come già dice la parola, che significa "regola" o "legge", la forma musicale che più si presta a questo tipo di simmetria è il canone. Una serie di voci che si rincorrono, ripetendo la prima in forma traslata, riflessa o proporzionale. Le varie voci, benché tutte simili, possono cioè essere sincronizzate o sfalsate, più alte o più basse, parallele o speculari, più veloci o più lente.
Naturalmente, l'insieme deve risultare musicalmente sensato e gradevole: il che è tanto più difficile, quanto più le caratteristiche delle varie voci differiscono fra loro.

La prima grande serie di canoni bachiani si trova nelle Variazioni Goldberg, composte nel 1741 per alleviare l'insonnia del conte von Keyserling, e ripagate con un cofanetto d'oro contenente 100 luigi. La storia è probabilmente una leggenda, dovuta al nome del clavicembalista del conte: Goldberg significa infatti "montagna d'oro". Il titolo era semplicemente: Aria con 30 variazioni, composte per rinfrescare lo spirito dei melomani. Poiché l'aria viene ripetuta alla fine, ci sono in tutto 32 pezzi, ciascuno di 32 battute. Le 9 variazioni multiple di 3 (dalla terza alla ventisettesima) sono canoni a intervalli crescenti: si parte all'unisono, con le voci ripetute alla stessa altezza e si finisce alla nona. La struttura metrica dei canoni presenta tutte le 9 possibili combinazioni di 2, 3 o 4 gruppi di note, ciascuno con 2, 3 o 4 note.
Una vera e propria summa dell'arte canonica si trova nei Quattordici canoni scoperti in Francia nel 1974, in appendice a un manoscritto delle Variazioni Goldberg.
Solo due di essi erano noti, e uno era proprio quello presentato da Bach per l'ammissione alla Società di Mizler. Fra gli altri, due sono particolarmente virtuosistici: l'undicesimo a 6 voci, riflesse specularmente a due a due, e il quattordicesimo, in cui una voce non solo è più lenta della prima, ma è anche suonata al contrario.
Nel 1747, un mese prima della sua entrata in Società, Bach fu invitato alla corte di Berlino da Federico il Grande. Il re gli propose un tema su cui improvvisare una fuga, e il "vecchio Bach" ne improvvisò due: una a tre, e l'altra a sei voci. Tornato a casa vi aggiunse 10 canoni e una sonata a tre, sempre sullo stesso tema (che nel trio è suonato al flauto, lo strumento del re), e intitolò il tutto Regis Iussu Cantio Et Reliqua Canonica Arte Resoluta, un acrostico per RICERCAR, che era un nome arcaico per le fughe. Per le sue origini, oggi l'opera viene invece chiamata Offerta musicale.
Quando morì, Bach stava preparando la pubblicazione dell'Arte della fuga, composta nell'ultimo decennio della sua vita. Le bozze erano pronte, ma non specificavano l' ordine delle 14 fughe e dei 4 canoni di cui si compone l'opera. Le fughe, che sono tutte su uno stesso tema e nella stessa tonalità (re minore), si dividono in maniera naturale in quattro gruppi: 8 semplici, doppie e triple, 3 a imitazione, 2 a specchio e 1 grande fuga (quella incompiuta). Ricompaiono dunque ancora una volta i numeri che compongono il nome di Bach, e probabilmente i canoni dovevano separare i quattro gruppi. In questo caso si tratta di canoni fugali o di fughe canoniche: uniscono cioè le caratteristiche del canone a quelle della fuga, che è un procedimento basato su regole analoghe (come il cambio di tonalità o di modo), ma più libere.
La composizione di canoni e fughe è un problema misterioso e difficile, la cui soluzione può essere divertente e stimolante. Ad esempio, un gruppo di musicisti europei coordinato da
Luciano Berio sta cimentandosi a rielaborare e completare l'Arte della fuga per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, e la nuova versione verrà eseguita a fine anno in varie città d'Europa. Sulle sue partiture, però, Bach dichiarava di comporre per un altro motivo: Soli Deo Gloria, "unicamente per la gloria di Dio". Aveva insomma capito che, poiché in Paradiso si parla matematica, canoni e fughe devono essere la musica che va di moda lassù." ( da un articolo di P. Odifreddi,  Così Bach dava i numeri. QUI . )

MUSICOTERAPIA OGGI

domenica, 21 ottobre 2007

MUSICOTERAPIA OGGI

iride 2

Quando la musica aiuta a guarire
di Umberto Veronesi

Esiste un rapporto profondo e ancora misterioso che lega la musica alla spiritualità e al pensiero umano. Perché la musica ci può inquietare o al contrario darci pace, ci può istigare all'aggressività o predisporci all'amore? E in che modo la musica può avere effetti terapeutici e affiancarsi con successo alle terapie psichiatriche? Solo da pochi anni la scienaza, in particolare la neuroscienza, si è dedicata alla comprensione dei fenomeni correlati al fare ed ascoltare musica. [...]


La Musicoterapia è oggi un capitolo a sé nella scienza biomedica, e si caratterizza per le linee di ricerca, le pubblicazioni, le attese e i risultati. Io non amo usare il termine di medicina "alternativa" che le viene comunemente attribuito. Non vedo infatti la musicoterapia come opzione aletrnativa alla medicina cosiddetta "tradizionale"; ma piuttosto come un nuovo complemento, per arrivare, nella persona malata, là dove il farmaco o la tecnologia non ha strumenti adeguati per farlo. [...]

*

LA MUSICOTERAPIA DI PITAGORA, come la racconta Giamblico, mi sembra un'intuizione ancora più miracolosa alla luce delle ultime scoperte e conferme mediche.

sabato 19 novembre 2011

ARMONIA




etimologia e significati

"Armonia, proviene, attraverso il latino, dal greco harmonia, unione, proporzione, accordo, un derivato del verbo harmozein, congiungere, accordare. Il verbo harmozein si ricollega a sua volta ad harmos, giuntura.
Il vocabolo indica una consonanza di voci o strumenti musicali che produca una sensazione piacevole, o anche una combinazione di accordi, cioè la concordanza di note simultanee, che provochi un’impressione di piacere in chi ascolta.

Con un significato più tecnico, il vocabolo armonia indica la pratica e la teoria della associazione di suoni simultanei.
Si tratta quindi della formazione e della concatenazione degli accordi musicali in base al principio di tonalità. Con questa accezione ci si riferisce all’armonia come materia di studio, insegnata nei conservatori.

Nell’antichità classica con il vocabolo armonia si indicavano le varie scale modali, come la dorica, la lidia, la frigia. A partire dal Medioevo, con lo sviluppo della musica e della ricerca teorica, il vocabolo assume più di un’ accezione: combinazione di suoni, accordo tra due o più voci o strumenti, musica in generale.

Dal Rinascimento in poi, armonia presenta un progressivo restringimento di significato entro i limiti della definizione scolastica: il termine indica la teoria e la pratica della formazione e della concatenazione degli accordi.
Su queste successive modificazioni del significato del vocabolo ha influito sicuramente il progressivo modificarsi dei caratteri dell’armonia. Si passa infatti dal mondo greco-romano, nel quale la musica e canto sono esclusivamente monodici, a quello tardorinascimentale, in cui la musica è dominata dalla polifonia .

In letteratura si indica con armonia l’effetto di musicalità di un componimento letterario sia di prosa che di poesia ottenuto prestando particolare attenzione alla qualità sonora delle parole e alla qualità ritmica della loro disposizione: si parla ad esempio dell’armonia delle ottave dell’Ariosto.

Più in particolare si usa la locuzione armonia imitativa per indicare la figura retorica consistente nel rendere col suono delle parole l’impressione auditiva o la sensazione immediata di quello che si vuole significare; mediante l’armonia imitativa si possono riprodurre soprattutto suoni, ma anche movimenti e stati d’animo.

L’armonia evangelica è, invece, l’accordo tra i quattro Vangeli, dimostrato sia confrontando i passi relativi al medesimo episodio, sia componendo con essi un racconto unico.
Con un significato più ampio armonia indica la proporzione, la disposizione e l’accordo di più parti o elementi con valore estetico. In questo senso si parla di armonia del corpo umano, armonia dell’universo.

In architettura armonia ha il valore di una corrispondenza proporzionata delle parti principali e secondarie di una costruzione; nella pittura e nella scultura è la disposizione conveniente delle figure all’interno dell’insieme; ed esiste l’armonia di forme e l’armonia di linee; l’armonia cromatica è, invece, l’accordo di più colori, ottenuto accostando toni diversi o gradazioni diverse dello stesso tono.

In senso generale si indica con armonia qualsiasi equilibrio o conformità fra vari elementi; c’è l’armonia di pensiero e azione, l’armonia dei fatti con le parole e ci sono i provvedimenti in armonia con le norme vigenti.
Infine armonia si usa in riferimento a una cosa che tutti vedremmo volentieri nella vita quotidiana: quella concordia di sentimenti e opinioni che permette a tutti di vivere in armonia."



Il triangolo semiotico.



Fonte: lemma ARMONIA _ testi a cura di Maurizio Dardano e Gianluca

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